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Wallace & Gromit: un inventore, un cane e i loro mitici studios | Animazione
Wallace & Gromit, podcast | Puntata a cura di Untimoteo
Gli Aardman Animation Studios nascono a Bristol nel 1972 e da allora, pur con fortune alterne, mantengono alto il vessillo dell’animazione come forma d’arte artigianale. Caratteristica dello studio sono storie leggere animate a passo uno, che possono essere viste e godute sia dai più piccoli che dagli spettatori più smaliziati. Protagonisti sono pupazzi animati in plastilina che strappano sempre un sorriso, arrivando però anche a innescare una serie di riflessioni mature.
Nella sua lunga storia, che ha appena passato il mezzo secolo, ha conquistato più di un Oscar; anzi proprio a loro va il merito di aver convinto l’Academy a creare un premio dedicato all’animazione. Si è ricostruita dopo un pauroso incendio che ne ha devastato gli studi di posa ed è sopravvissuta alla partnership con colossali major che hanno tentato di snaturarla. La Aardman è l’anello di congiunzione tra il cult e il successo, tra gag immediate e humor raffinato. Un esempio perfetto è proprio Wallace & Gromit, a cui è dedicata questa puntata.
“Animazione” è il format del podcast di Mondoserie dedicato alle diverse scuole ed espressioni del genere, dall’Oriente alla scena europea e americana.
Wallace & Gromit, comicità senza tempo
Alla testa di un corteo di creazioni indimenticabili, troviamo due personaggi ormai diventati la quintessenza del British Humor: l’inventore Wallace e il suo fido assistente Gromit (alcune storie di Wallace & Gromit sono in catalogo su Netflix). Nel 1989 infatti fa capolino la prima avventura di un cane appassionato di ingegneria e un inventore geniale e pasticcione. Che da puro inglese dello Yorkshire non può vivere senza il the delle cinque, rigorosamente accompagnato da crackers e formaggio. Wallace è facile all’entusiasmo e alla distrazione. Cerca una soluzione tecnologica per ogni azione quotidiana, dall’alzarsi dal letto fino al lavarsi i denti. Si innamora con grande facilità ma altrettanto facilmente dimentica l’amata in nome del suo ben più caro formaggio. Insomma è un bambinone ingenuo e geniale, un chiacchierone puro di cuore.
Uno scienziato pazzo al servizio della campagna inglese: costruisce pantaloni per camminare in verticale, modifica geneticamente le carote, realizza dei nani da giardino multifunzione. Naturalmente ogni invenzione gli si rivolta contro, ma per fortuna c’è Gromit che ha tutto quello che manca all’altro. Riflessivo, amante delle buone letture, si dedica con passione ad attività come il giardinaggio e il lavoro a maglia. Ma è anche un segugio di prima categoria, che riesce a fiutare il pericolo rappresentato dai molti villain che tentano di approfittarsi dell’ingenuità di Wallace.
Gromit ha inoltre un altro pregio: non spiccica mai una sola parola e, a dirla tutta, non ha neppure la bocca. Tutta la sua gamma di espressioni viene trasmessa dai soli occhi e dalla posizione delle orecchie canine. Questa universalità del linguaggio riallaccia lo spirito dei film della Aardman, in particolare Wallace & Gromit, direttamente ai film comici del periodo del muto.
Aardman Animation Studios: altre opere da (ri)scoprire
Le animazioni a passo uno dello studio accompagnano da sempre l’infanzia degli inglesi, fin dai tempi dei primi lavori Aardman e Morph, per arrivare alla recente Shaun the Sheep, simpatica pecorella combinaguai. Tra i fan più accaniti dello studio c’è stata una spettatrice d’eccezione, ovvero la regina Elisabetta II che volle includere i tre pupazzi icona dello studio – Wallace, Gromit e Morph – nella Royal Collection di Buckingham Palace. Inoltre la Aardman ha prodotto videoclip musicali come l’indimenticabile My baby just cares for me di Nina Simone e il video più visto e più fantasioso di tutti i tempi, ovvero Sledgehammer di Peter Gabriel.
Nel 1989 vince il suo primo Oscar con Creatures Comforts. Al tempo, la BBC aveva raccolto una serie di interviste a un gruppo di cittadini su temi quali il cibo, le festività e la vita in Inghilterra. Sulle base di quelle interviste, gli Aardman Studios animano scene con protagonisti animali dello zoo. Ecco quindi tre orsi bianchi discutere su quali siano le bistecche migliori, un puma annoiato lamentarsi della mancanza di spazio e del cibo inglese, una gorilla parlare del brutto tempo e così via, tra gag e qualche riflessione più profonda.
Infine non si può dimenticare Chicken Run, noto da noi come Galline in fuga, ovvero la storia di un coraggioso branco di pollastre che tentano di sfuggire al loro destino di macellazione. Nelle intenzioni degli Studios avrebbe dovuto essere un semplice omaggio affettuoso a film di guerra come La Grande Fuga. Eppure in molti vi hanno visto qualcosa di più, non solo una metafora ambientalista. Chicken Run ha il raro dono di spiegare con delicatezza cosa voglia dire un campo di concentramento.
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